Ci sono porte a cui non vorremmo mai ritrovarci a bussare.
Eppure, il rischio povertà è una realtà concreta e compito di ciascuno è fare del proprio meglio per alleviare chi vive un momento di difficoltà.

RIBALTARE IL RISULTATO 

di Elisa Capobianco

Lettura: 3 minuti circa  

A zio Vittorio 
 

INT. – MENSA CARITAS – NOTTE

Milano. La sala grande è addobbata con festoni natalizi, un albero di Natale contornato da lucine e accanto un presepe. Sulla grande stella cometa sopra la capanna è riportato il passo: «Dio non porta rispetto all’apparenza dei grandi, non considera il ricco più dell’uomo in povertà, perché sono tutti opera delle sue mani.» (Giobbe, 34:17). Su un cartello appeso all’entrata si legge «La cena verrà servita dalle 19 alle 21». Sulla parete, l’orologio segna le 20:40 e nella sala non c’è quasi più nessuno. Solo una SIGNORA, composta, sta mangiando a un tavolo.
STELLA dal vetro della cucina la guarda: è una donna sulla quarantina. Indossa un paio di pantaloni scuri, un maglioncino e una camicetta. Ha capelli neri, ordinati e un trucco leggero, ma raffinato.

Stella continua a osservarla per un po’, poi si slaccia il grembiule e si avvicina a lei a piccoli passi.

STELLA
Signora, mi scusi se la disturbo, sa oggi dato che è la Vigilia, abbiamo fatto un piccolo brindisi alle 19.30 perciò ora non c’è più nessuno, mi dispiace che debba mangiare da sola…

SIGNORA
Oh, non l’avevo letto, a casa di solito ceno sempre verso quest’ora.

STELLA
Le spiace se mi siedo a farle compagnia qualche minuto?

SIGNORA
(un po’ sorpresa, alza le spalle)
Sì, se vuoi, non ho niente in contrario.

STELLA
È qui da poco?

SIGNORA
Sono arrivata due giorni fa. Non avrei mai immaginato di trascorrere qui la Vigilia di Natale.

STELLA
Posso chiederle cosa le è successo?

SIGNORA
Un anno fa a quest’ora stavo a casa mia, tirando fuori dal forno la lasagna alle melanzane. Ero insieme alla mia famiglia. Avevo fatto cuocere il sugo lentamente, con tutti i crismi, per due ore. Alla fine era venuta una lasagna davvero speciale, sai? Poi d’un tratto quella che consideravo casa mia è diventata soltanto una porta chiusa con una serratura nuova e l’uomo con cui la condividevo da quindici anni un estraneo che mi ha letteralmente buttato fuori. Anzi, ci ha buttato fuori, a me e a nostro figlio.

STELLA
(guardandosi intorno)
E suo figlio ora dov’è?

SIGNORA
Mio figlio per ora è ospite da un suo amico di scuola, fa la seconda media. È successo tutto venti giorni fa, per le prime due settimane ho pagato una stanza in un alberghetto, ma poi i soldi non sono più bastati. Mio marito non mi ha dato un centesimo.

STELLA
Non ha familiari che…?

SIGNORA
(interrompendola)
La mia famiglia non sa che siamo in questa situazione né voglio che lo sappia. Non hanno mai approvato l’uomo che mi sono scelta. E poi i miei genitori e mio fratello abitano a Catania, io mi sono spostata qui solo per “amore”. 

STELLA
Anche io ho dei parenti a Catania, sa? Mio zio è parrucchiere e ha un negozio in centro, si chiama “Parrucchiere Vittorio”.

SIGNORA
Allora è proprio vero che tutto il mondo è paese! Da bambina prima delle grandi feste comandate accompagnavo mia mamma proprio lì, da tuo zio, a fare i capelli! Ricordo che quando rientravamo a casa stentavano a riconoscerla, sembrava ringiovanita. Il taglio e la permanente erano sempre perfetti. 

STELLA
Che coincidenza! Comunque glielo riferirò con piacere, sarà contento.

SIGNORA
Sai, mia madre ci teneva molto a essere presentabile, soprattutto durante le feste. Non credo per vanità, ma penso fosse più parte di un rito. A Natale tirava fuori il suo miglior vestito, preparava pietanze elaborate e i suoi capelli erano la cornice perfetta al quadretto. Per quella sera il profumo del pesce spada si mescolava a quello della lacca fresca. (pausa) Non siamo mai stati bisognosi, umili sì, ma con dignità e questa dimensione ora mi è totalmente nuova. Non la sento mia, ma forse… appartiene mai a qualcuno?

STELLA
No, effettivamente no, però quest’anno purtroppo è stata più dura degli anni precedenti per moltissime famiglie. Si immagini che negli ultimi mesi quasi una persona su due che ha bussato qui lo ha fatto per la prima volta.

SIGNORA
Ci sono molte donne nella mia condizione?

STELLA
Sì, diciamo che circa l’80% sono donne e più del 90% in età da lavoro. Lavoro che spesso hanno perso o non hanno mai avuto. La maggior parte, come lei, ha figli a carico minori di 16 anni.

SIGNORA
Quindi, mi stai dicendo che tante altre donne quest’anno si sono ritrovate nella mia stessa situazione?

STELLA
Sì, donne soprattutto, ma anche uomini e anziani. In generale in Italia l’incidenza della nuova povertà, cioè di coloro che non avevano mai vissuto in estrema ristrettezza economica, è passata dal 31% dello scorso anno al 45% di quest’anno.

SIGNORA
Beh, vorrà dire che bisognerà tutti rimboccarsi le maniche. (Pausa, mandando giù un boccone) Questo salmone comunque non è poi così tanto male, certo io oltre al prezzemolo avrei aggiunto anche 2 rametti di timo limonato, una manciata di foglie di rosmarino e poi l’interno qui, vedi? (sollevando il trancio) L’avrei lasciato cuocere leggermente meno in modo da rimanere più morbido. Sono sicura che tirandolo fuori cinque minuti prima avrebbe riscosso maggiori apprezzamenti.

STELLA
Ha ragione, lo riferirò al cuoco. Tre stelline su cinque però ce le dà lo stesso?

SIGNORA
Allora vediamo… al menù un sei pieno glielo do comunque, la location (si gira intorno e guarda l’albero e il presepe) devo dire che pur essendo abbastanza essenziale è accogliente, quindi facciamo un bel sette…

STELLA
Vuole che le porti anche carta e penna e una cloche da sollevare?

SIGNORA
No, non c’è bisogno…(sorride) e quanto al prezzo e al servizio non mi posso lamentare…(guardando Stella negli occhi) oserei un dieci!

STELLA
Wow. (Alzandosi) Mi aspetti un attimo qui.

Stella sgattaiola dietro alle cucine e torna poco dopo con due bicchieri di spumante e una fetta di panettone ciascuno.

STELLA
(continua, con tono fintamente ossequioso)
Per farci perdonare l’eccessiva cottura del salmone e la scarsa varietà di spezie, la casa ci tiene a offrirle questo calice di bollicine e una fetta di panettone artigianale

SIGNORA
(sorridendo, imitando la voce di Alessandro Borghese)
Questo brindisi finale potrebbe allora confermare o ribaltare la mia precedente votazione.

STELLA
(sollevando il calice)
Al nostro giudice d’eccezione, che riesce a sfoderare una brillante ironia pure nei momenti più difficili. Anche se so che questa non era la location che aveva in mente per la Vigilia, sono sicura che presto potrà tornare in prima linea a preparare i suoi migliori piatti. (con tono scherzoso) Io aspetto di assaggiare la sua lasagna alle melanzane!
Con tutto il cuore, auguri e Buon Natale.

FINE

Liberamente tratto da una storia vera. 

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