I mercati rionali rappresentano spesso l’anima e la storia di intere comunità.
Non solo luoghi per comprare, ma anche full immersion di sensazioni, esperienze, tradizioni e in alcuni casi di vivaci confronti.

PER UN PIATTO DI VONGOLE
di Elisa Capobianco
 

EST. – MERCATO DEL PESCE – GIORNO

Catania. STELLA cammina per le vie barocche del mercato ittico.
Passa sotto a un’arcata grigio lava in cui, uno accanto all’altro, sono incastonati diversi banchetti colmi di pesce fresco: sarde e acciughe, allineate accanto a triglie e orate, sembrano fissare con i loro occhi perfettamente tondi e ancora lucidi e brillanti i gamberi e le aragoste della cassetta accanto. Alcune chele si muovono, zac zac, dando maggiore dinamismo a quella tavolozza ittica. Cozze, vongole e ricci di mare fanno, invece, da cornice al maestoso pesce spada che spicca imponente in compagnia di diversi tonni e tonnarelli.

Stella si fa strada tra i banchetti, assorbita dal gran vociare dei pescivendoli che, misto al brusio degli acquirenti, forma un unico vivace sottofondo. D’un tratto una voce spicca sulle altre.

PESCIVENDOLO 1
(urlando a perdifiato)
Iè vivu, iè vivu, viniti, viniti ca iè ancora vivu!
(= È vivo! È vivo! Accorrete, accorrete, è ancora vivo!)

Stella si guarda intorno agitata cercando a terra con lo sguardo e facendosi largo con le mani in direzione  delle urla. Si ritrova davanti a un ragazzone che, continuando a gridare, indica una vaschetta di pesce.
Le sopracciglia di Stella da inarcate, si distendono. Tira un sospiro di sollievo e accenna un sorriso.

PESCIVENDOLO 1
(rivolgendosi a Stella)
Signurinuzza beddra, si non si pigghia sti saddi, m’affennu (= se non prende queste sarde mi offendo), guaddi ccà quanto sono frische! Vive, vive!

STELLA
Io a dire il vero sto cercando delle vongole per preparare una spaghettata…

PESCIVENDOLO 1

E nel posto giusto sii. (Indicando le vongole) Chist le abbiamo raccolte stanotte al Primosole,  mi ha da crìdiri (= mi deve credere)!

STELLA
Si vede che sono fresche, ma sono anche certificate?

PESCIVENDOLO 1

Ahh, ma allora mi vuole daveru affennere? A cettu che sono certificate! Talìa, talìa!(= Guarda, guarda!) (Indica le etichette). Noi merce illegale no ne vinnimo!

Nel banchetto accanto, un SECONDO PESCIVENDOLO, un uomo sulla cinquantina alto e magro, si intromette  nel discorso.

PESCIVENDOLO 2
A carusa (= ragazza) è sveglia, fa bene a dimannari (= domandare), le certificazioni sono importanti!
O sapiti quant’è u pesce illegale no munnu (= mondo)?  Tra le 11 e le 26 tunnillate! U capisti? Dimannari è sacrosanto.

PESCIVENDOLO 1
(Congiungendo e scuotendo le mani)
Ahhh, ma sempre in mezzo tu devi stare? E comunque certamente che la pesca sarvaggia (= clandestina) è brutta assai, ma se dobbiamo fare i filosofi, pi mia il prublema più granne è un àutru: le bottigliette sono.

STELLA
Le bottigliette?

PESCIVENDOLO 1
Sissignore, le bottigliette di plastica. Macari io (= anche io) li saccio un poco di nùmmuri: l’Italia è u secunnu paese no munnu per consumo di acqua minerale in buttighia, dopo u Messico. U sapevati chistu?

La venditrice di un banchetto accanto, anch’essa PESCIVENDOLA, scuote la testa, sorpresa, in direzione del collega, poi continua a sistemare una cassetta di merce.

PESCIVENDOLO 1
(continuando)
Qualche giorno fa accattai (= ho comprato) un giornale che diceva proprio che no munnu ogni minutu vengono lassate circa 15 tunnillate di plastica. Signori, cam’a fari? Bisogna firmari ‘sta camurria! I scinzati pi na vota parlano chiaro: tra trent’anni rischiamo di avere più tunnellate di plastica che di pisci. (Urlando) E questo noi artri non ce lo possiamo permettere!

STELLA
È vero, sarebbe una crudeltà! (Quasi tra sé) Per non parlare del fatto che potremmo non poterci più permettere una pasta con le sarde…

PESCIVENDOLO 2
Signori, ccà la gente non lo vuole capìri: gli oceani e i mari sono fundamentali per la vita.
Cette pirsune (= certe persone) vedono la cosa solo come una questione “ambientale”, ‘na cosa “gggreen”  che va di moda, ma la realtà a sapite qual è? È che u mare ci dà da manciàri e pure di vivviri, è u’ pilastro della nostra econumìa e della nostra società. Oceani e mari cumprennino cchiù del 60% du PIL glubbale!

PESCINVENDOLO 1
(Agitando vistosamente le braccia)
Ah, ccà simo d’accordo: tutte cose sono collegate a oceani e a mari. E chi non ci si affaccia drittu drittu,  ci arriva cu i ciumi (= fiumi) e i turrenti.

La pescivendola lì accanto prende la parola.

PESCIVENDOLA
Macari io aviri a diri na cosa alla carusa: u pesce ccà è friscu e per fortuna puoi stare tranquilla che è sicuro. Il nostro è quasi tutto locale, però al tiggì dicono che u terzu paese dal quale accattamo (= importiamo) di cchiù è la Thailandia. Chisto Paese u rispetto delle leggi nternaziunali di pisca non ce n’ha proprio. Se ne fotte! (Fa il gesto della mano sotto al mento).

Stella cerca di stare al passo, girando velocemente la testa di qua e di là a seconda di chi prende la parola.

PESCIVENDOLO 2
Io poi muto me ne sto, però un’ultima cosa a chista carusa a devo dìciri: u Mediterraneo è la nostra bomboniera, ma ce la vogliono ruvinare: cchiù del 90% degli stock di pisci sono sovra sfruttati.

PESCIVENDOLO 1
A finisci di fare u saputello co tutti sti nùmmuri? Mi gira a capa!

PESCIVENDOLO 2
Ma quando mai? Si sei tu che ti sei messo a fari u Alberto Angela ‘ra della Pischiria!

STELLA
(interrompendoli)
Intende come i polli da batteria e la questione degli allevamenti intensivi?

PESCIVENDOLO 2
La storia sempre quella è: triglie, naselli e gamberi nu canale di Sicilia non ce ne saranno cchiù se quei disgraziati continuano a fari i
fetusi (= spregevoli).
Per non parlari du pesci spata (= pesce spada)…

STELLA
E che possiamo fare? Dovremmo evitare di comprare pesce?

PESCIVENDOLO 1
(Colpendosi il cuore con i pugni)
Io lo sapivo dall’inizio che chista cristiana mi voleva dari un colpo al cuore!

PESCIVENDOLO 2
(Agitando l’indice e alzando la voce)
Tuttu u cuntrariu, nossignore! L’inquinamento, a pesca sarvaggia e il sovra sfruttamento vanno cummattiti
(= combattuti) da chi o sape fari (= da chi gli compete), ma noi ccà dobbiamo fari u nostru e voi clienti u vostru.
Chist significa che voi dovete pigghiare suprattutto i pisci locali come chist qua, taliare (= controllare) le etichette e l’uriggine (= la provenienza). E poi non vi dovete fissare su un’unica razza di pisci perché ccà tutto bono è!

PESCIVENDOLA
E se possibili pi mia pigghiari pure u pesce non troppo nicu (= giovane), perché chisti devono aviri u tempo di riprodursi.

Una nuova voce, proveniente da una signora alle spalle di Stella.

SIGNORA
Avemo finito co sta cunfirenza (= conferenza)? Ho na famigghia che mi aspetta, non posso stari mica ccà pe tuttu u congressu!

PESCIVENDOLO 1
Ha ragione, signora. Per scusarmi ùora le farò un buon peso.
(A Stella) Bedda mia, allora ccà ci ho misso u chilo di vongole, ce n’è qualcuna in cchiù, la lascio?

STELLA
Sì, sì, non andranno sprecate!

PESCIVENDOLO 1
E mi raccomando chiste vongole me le deve cuocere poco poco cu tannicchia di prezzemolo…

STELLA
(Consegnando i soldi e prendendo la busta)
Va bene, grazie di tutto…e arrivederci!

Gli altri pescivendoli salutano calorosamente Stella che ricambia, poi si allontana lasciandosi alle spalle i rumori indistinti e concitati della pescheria.

Canticchiando, agita la sua busta di pesce e socchiudendo gli occhi sembra pregustare già il suo piatto di pasta alle vongole: spaghetto dopo spaghetto, con quella salsa di pomodoro fresca, le foglioline odorose di basilico, una tannicchia di prezzemolo e soprattutto quelle vongole da aprire una a una come una nuova, ma già attesa e imperdibile sorpresa.

In lontananza sempre più soffusa si distingue ancora la voce: “Iè vivu, iè vivu, viniti…”.

FINE

Vuoi saperne di più sull’Obiettivo 14? Clicca qui!
…e sul pesce sostenibile? Clicca anche qui!

Condividi la storia

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

5 commenti su “LA VITA SOTT’ACQUA”

    1. elisacapobianco@gmail.com

      Buon sangue (siciliano) non mente: un po’ di dialetto l’ho imparato e poi ho avuto dei siciliani DOC in supporto! Grazie mille Agata! From Rome with love

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ULTIME STORIE

Favicon del logo Venerdì 17

SCONFIGGERE LA POVERTÀ

Ci sono porte a cui non vorremmo mai ritrovarci a bussare.
Eppure, il rischio povertà è una realtà concreta e compito di ciascuno è fare del proprio meglio per alleviare chi vive un momento di difficoltà.

Leggi la storia »