Un viaggio non è mai finito finché non si varca la soglia di casa e l’attesa di un pullman a volte può riservare sorprese, o meglio, città inattese.

MURI ROSA
di Elisa Capobianco


EST. – PIAZZOLA – GIORNO


Taranto. In una piazzola semideserta, il sole cocente d’estate altera l’orizzonte rendendo i contorni tremolanti.
Dietro un paio di occhiali da sole vintage, STELLA (circa 25 anni) cammina alternando occhiate interrogative sul  suo smartphone a sguardi spaesati intorno a sé, mentre con l’altra mano trascina un trolley colorato. Ha la pelle  abbronzata e piccoli ciuffi ricci spuntano da un ampio cappello di paglia.

Poco lontano, un SIGNORE sulla settantina, con folti capelli sale e pepe, legge il giornale seduto su una panchina all’ombra. Indossa una camicia a scacchi ben stirata, ma visibilmente lisa dal tempo.

STELLA
Mi scusi signore, lei è del posto?

SIGNORE
(sospira abbassando il quotidiano)
Eh signorina, non siamo più in molti a poterle rispondere di sì.

STELLA
(con tono esitante)
Saprebbe indicarmi dov’è la fermata dei pullman? Sul sito mi dice che dovrebbe essere qui, ma non vedo nessuna palina…

SIGNORE
La palina un tempo c’era, poi i soliti vandali l’hanno divelta e nessuno ha più provveduto a metterne una nuova. (pausa)
Comunque sì, il pullman si ferma davanti a quel tabacchi laggiù.
(solleva il braccio indicando di fronte a sé)
Il prossimo di oggi è quello che va a Roma, ma di solito è in ritardo.

STELLA
Sì, è quello che dovrei prendere io.

SIGNORE
Con questo caldo, le consiglio di mettersi comoda e di aspettare all’ombra.

Stella dà un’occhiata intorno a sé, quindi, si sistema sulla panchina libera accanto a quella dell’uomo. Sbuffa, è palesemente accaldata. D’un tratto, un leggero venticello le accarezza il viso. Portando istintivamente un po’ indietro la testa,  si abbassa gli occhiali da sole, chiude gli occhi e sorride, godendo per un attimo quell’inatteso refrigerio.
Il signore la guarda attraverso il giornale.

SIGNORE
Sa, è curioso.

STELLA
(aprendo gli occhi di scatto)
Eh? Che cosa?

SIGNORE
Qui ormai nessuno sorride più al vento perché…
(alza le spalle e si interrompe)


STELLA
Perché?

SIGNORE
Perché il vento a Taranto è sinonimo di acciaio. Tutte le nostre vite qui sono scandite dalla presenza dell’acciaio.

STELLA
Mi scusi, ma non la seguo.

SIGNORE
Quando si alza il vento, quello che in particolare proviene da nord-ovest, le polveri di acciaio entrano in casa, bisogna chiudere in fretta le finestre e ripararsi al chiuso perché altrimenti sarebbe come respirare veleno.

Stella si guarda intorno colta da una nuova agitazione.

SIGNORE
Non si preoccupi, in questo caso è solo una leggera brezza.
(pausa)
Comunque mi scusi, non voleva disturbarla.

Stella si toglie l’ampio cappello estivo e si avvicina al bordo della panchina in direzione del signore.

STELLA
No, aspetti, può spiegarmi meglio?

SIGNORE
(chiudendo il giornale)
Li vede quei palazzi laggiù?

STELLA
Quelli rosa?

SIGNORE
Quelli rosa. Le piace il rosa?

STELLA
Sì, abbastanza.

SIGNORE
Ecco, per noi il rosa è come il vento, anzi il rosa è il vento. Lo sa perché qui molti palazzi sono dipinti di questo colore e non di bianco?

STELLA
(ripetendo ad alta voce per assimilare)
“Il rosa è come il vento…”, “è il vento.” Non lo so, c’entra di nuovo l’acciaio?

SIGNORE
Precisamente. Le polveri che provengono dall’impianto giorno dopo giorno si depositano sui muri, formando uno strato grigio-rosa. Col tempo anziché risolvere il problema delle polveri hanno deciso di dipingere direttamente gli edifici di questo colore.

STELLA
Ma è assurdo, della serie: «occhio non vede, cuore non duole»?

SIGNORE

Purtroppo però per alcuni il cuore duole ancora.

STELLA
Mi scusi, ma perché non rendono sostenibile la fonte inquinante che produce queste polveri velenose?

SIGNORE
Ehhhh la fa facile, signorina. Non si riesce a tenere in piedi una palina per più di due settimane, può immaginare quanto sia semplice chiudere una fabbrica che da sola dà lavoro a oltre ottomila persone.

STELLA
Ma quanto inquina questa fabbrica nel concreto?

SIGNORE
Nel quartiere vicino all’impianto c’è all’incirca una persona ogni 28 famiglie che si ammala di tumore. Proprio l’altro giorno è morta un’altra bambina di 5 anni, era la nipote di un mio caro amico.

STELLA
(inarcando le sopracciglia)
Incide molto sui bambini?

SIGNORE
Le ingiustizie sono spesso direttamente proporzionali alla bontà d’animo e purtroppo i minori sono tra i primi  qui a pagarne le conseguenze. Ma lasciamo perdere, davvero, signorina, (e fa per riaprire il giornale) io sono solo un vecchio professore in pensione e lei suppongo stia rientrando da una bella vacanza al mare. Non volevo rattristarla.

Stella fa un gesto con la mano come a voler indicare “Lasci perdere”.

STELLA
No, ma mi scusi posso chiederle perché dato che è in pensione non va via, o almeno non cambia zona, insomma, non preferisce vivere questi anni in un posto più sano?

SIGNORE
Lo sa perché vengo proprio qua alla fermata dei bus Insomma, panchine a Taranto non mancano di sicuro.
E queste, come vede,(toccando la panchina sotto di lui un po’ malmessa) non sono neanche tra quelle più comode.

La ragazza scuote le spalle.

SIGNORE
Lo faccio proprio per mettermi ogni giorno di fronte alla scelta se restare o partire. So a memoria tutte le tratte in partenza da qui.
(estrae dalla tasca dei pantaloni un foglietto stropicciato con una griglia orari)
Però io no, signorina, io a questo posto appartengo e lo confermo a questa città e a me stesso ogni giorno, nonostante tutto.
Se lei però avesse voglia di esaudire il desiderio di un attempato tarantino, tenga a mente soltanto una cosa: non tinga mai le sue pareti di rosa, ma cerchi sempre prima di scartavetrarne per bene la superficie.

Un pullman spunta dalla via e si dirige verso il piazzale. Sul davanti è leggibile la scritta elettronica “Taranto – Roma”. Stella è visibilmente colpita.

SIGNORE
(cambiando tono, ora leggero)
Ma lo sa che lei è proprio fortunata? Oggi è arrivato puntuale, è un evento molto raro, sa? Su vada, vada!

Stella sorride, si dirige silenziosamente verso l’entrata del pullman e si sistema a un posto finestrino. Poi fa un cenno con la mano. La città in un attimo scorre rapidamente sul vetro lasciando dietro di sé file irregolari di edifici rosa.

FINE

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10 commenti su “CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI”

  1. Una storia apparentemente semplice nonché avvincente che mette in risalto i conflitti che vive la nostra società .
    Purtroppo oggi la società vive dei conflitti molto esasperati che, in alcune circostanze, esacerbano le nostre esistenze in quanto ci fanno toccare con mano le ingiustizie.
    Lo sviluppo sostenibile oggi non è solamente una battaglia culturale, ma è qualcosa di più importante per la nostra esistenza.
    Spero che obiettivo 11 riesca a raggiungere tutti gli obiettivi programmatici sensibilizzando la collettività.
    Ottima iniziativa!!

    1. elisacapobianco@gmail.com

      Lucio hai ragione, sicuramente non si tratta di una semplice battaglia culturale, ma incide su tutti gli aspetti del nostro quotidiano e in primis, come nel caso sopra descritto, sulla nostra salute. Grazie per l’incoraggiamento e speriamo ad maiora!

      1. Anche questo mi è piaciuto tanto.
        Sempre più spazio dovrebbe essere dato alla sofferenza della gente e alla profonda ingiustizia che sopportano a l prezzo in vite umane. Trovo bellissimo che una giovane donna come Te abbia la sensibilità per indignarsi e usi le sue abilità e il suo tempo per scriverne. Brava!

        1. elisacapobianco@gmail.com

          Grazie per il bel commento! Mi fa molto piacere leggere le tue parole: cerco nel mio piccolo di fare qualcosina. Stay tuned per i prossimi (tra non molto!)

  2. Bellissimo articolo, sei riuscita ad immedesimarti in quella che è la realtà tarantina, divisa tra amore per la propria terra e odio verso quel mostro siderurgico. Bravissima Elisa, ho avuto i brividi mentre lo leggevo.

  3. È vero e interessante, Bravissima Elisa hai toccato la verità. Il nocciolo del argomento è che la gente corre verso una cosa lasciando dietro dieci cose senza pensare all’impatto per gli interessi personali. L’inquinamento è gran problema dapertutto. Per vivere sano e salvo bisogna lottare contro queste cose.

    1. elisacapobianco@gmail.com

      Grazie Shabab per il tuo commento, non è facile mettere da parte gli interessi personali in nome di una collettività, ma possiamo e dobbiamo provarci. Un abbraccio

    1. elisacapobianco@gmail.com

      Anna Rita grazie a te, spero di averne ridato un quadro il più possibile veritiero e plausibile, mi fa molto piacere ricevere un commento positivo proprio da chi la conosce bene!

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